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	<title>Comunicati stampa salute</title>
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	<description>Inserisci gratis i tuoi comunicati stampa su medicina, salute e benessere: fino a 2 link verso il tuo sito web.</description>
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		<title>Pasta lenitiva al pantenolo per la pelle del tuo bambino</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 11:51:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stepius</dc:creator>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>

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		<description><![CDATA[Il pantenolo (acido  pantotenicoo provitamina B5) è una sostanza, o meglio una vitamina idrosolubile, molto presente in natura e utilizzata per le sue numerose proprietà curative: favorisce ad esempio la rigenerazione dell&#8217;epidermide, calma le irritazioni cutanee e gli eczemi da insolazione, previene la fragilità dei capelli e delle unghie.
In particolare, per quanto riguarda la prevenzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il pantenolo (acido  pantotenicoo provitamina B5) è una sostanza, o meglio una vitamina idrosolubile, molto presente in natura e utilizzata per le sue numerose proprietà curative: favorisce ad esempio la rigenerazione dell&#8217;epidermide, calma le irritazioni cutanee e gli eczemi da insolazione, previene la fragilità dei capelli e delle unghie.<br />
In particolare, per quanto riguarda la prevenzione e il trattamento delle irritazioni cutanee, tipico ad esempio il caso degli <a href="http://www.bepanthenol.it/cont/pubblico-la-pelle-del-tuo-bambino/0811/1402/prevenzione-cura-cambio-pannolino.asp" target="_blank">arrossamenti da pannolino</a><br />
nei neonati e nei bambini molto piccoli, il pantenolo agisce in due modi contemporaneamente:  funzionacome barriera protettiva fra la pelle del bambino e gli agenti irritanti esterni e/o l’effetto sfregamento; inoltre penetra all’interno e favorisce  la naturale rigenerazione dei tessuti cutanei.<br />
Questa sostanza, infatti, stimola il metabolismo energetico e nutre le cellule dell’epidermide, aiutando così la pelle a rigenerarsi e a mantenersi più a lungo luminosa, sana ed elastica.</p>
<p>Una crema o una <a href="http://www.bepanthenol.it/cont/bepanthenol-pasta-lenitiva-protettiva/0906/1100/pantenolo.asp" target="_blank">pasta al pantenolo</a> espressamente indicata per prevenire e curare gli arrossamenti del sederino dei neonati è la pasta Bepanthenol. Questa pasta, lenitiva e protettiva, ha riscosso la fiducia delle mamme non soltanto per l’efficacia della duplice azione che svolge sia internamente che esternamente, ma anche per una serie di caratteristiche che la distinguono da analoghi prodotti in commercio: anzitutto è sicura, poiché non contiene conservanti, profumi e altre sostanze potenzialmente nocive; non è occlusiva, permette cioè ai pori della pelle di respirare; è pratica nell’utilizzo, viene assorbita completamente ed è trasparente, il che consente di controllare visivamente l’evoluzione dell’irritazione fino al ritorno alla normalità; infine, agisce a lungo e il suo effetto protettivo dura quindi nel tempo.</p>
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		<title>Cataratta. Vedere Senza Occhiali dopo l&#8217;Intervento.</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 11:51:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologie mediche]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuovi modelli di lentine consentono di poter leggere senza più dover indossare gli occhiali da vista con un intervento pochissimo fastidioso e molto rapido.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un  intervento di cataratta noi possiamo <a href="http://orioneye.com/501-cataratta-posso-vedere-senza-occhiali-dopo-lintervento.html">vedere senza occhiali</a>: fino a qualche anno fa si poteva vedere senza occhiali per lontano, ma c&#8217;era necessità di mettere un occhiale per leggere.</p>
<p>Attualmente la tecnologia ci offre dei nuovi cristallini che correggono anche la presbiopia: con questo tipo di cristallino, dopo che abbiamo tolto la cataratta, possiamo vedere sia lontano che vicino senza occhiali.</p>
<p>Oramai l&#8217;intervento di cataratta si esegue senza anestesia tramite puntura, ma solo con delle gocce di collirio. I cristallini che vengono messi sono dei cristallini molto più evoluti di quelli in uso un tempo: sono innanzitutto gialli, quindi hanno un pigmento che protegge dai raggi UV. Inoltre hanno dei cerchi concentrici che permettono di dare una multifocalità alla lente: quindi proprio come per un occhiale progressivo noi possiamo vedere sia lontano che vicino.</p>
<p>L&#8217;intervento di cataratta dura pochi minuti: si fa un microtaglio di 1,5 mm e da questo tagliettino si agisce sulla lente che si chiama cristallino e che sciogliamo con gli ultrasuoni. Poi si inserisce la lentina nuova arrotolata con un iniettore apposito. Non si danno punti, l&#8217;intervento dura pochi minuti e il paziente dopo l&#8217;intervento già ci vede e può andare a casa con un occhiale da sole per ripararsi dalla luce.</p>
<p>Il giorno successivo può riprendere la sua attività vedendo sia per lontano che per vicino senza usare occhiali.</p>
<p><strong>Dott. Carlo Orione</strong><br />
Via Gozzellini, 3<br />
14049 Nizza Monferrato (AT) &#8211; Italia<br />
tel. 0141.721.427<br />
<a href="http://orioneye.com">www.orioneye.com</a></p>
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		<title>Estetica dello Sguardo: il Lifting Endoscopico del Sopracciglio</title>
		<link>http://salute.comunicato-stampa.info/medicina/estetica-dello-sguardo-il-lifting-endoscopico-del-sopracciglio/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 13:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie all'endoscopio si ottengono ottimi risultati per ringiovanire lo sguardo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nostro sguardo invecchia a causa di numerosi fattori a cui tutti  siamo sottoposti, ma a cui ognuno di noi risponde in maniera diversa.  Nella parte superiore assistiamo all’abbassamento delle sopracciglia  (detta ptosi del sopracciglio) che si manifesta con un cambiamento della  forma soprattutto nella sua porzione più laterale, la coda del  sopracciglio, che invece di essere la parte più alta comincia a scendere  e a chiudere lo sguardo lateralmente.</p>
<p>La ptosi (discesa) del sopracciglio associata all’eccesso di cute  della palpebra superiore (dermatocalasi) rende il nostro sguardo  invecchiato, preoccupato e stanco anche quando siamo riposati e sereni.</p>
<p>Ma  perché il ruolo delle sopracciglia è così importante per il nostro  sguardo e ha così grande importanza nella chirurgia estetica?</p>
<p>La risposta è semplice: la posizione e la forma del sopracciglio  sono in grado di modificare in maniera determinante il messaggio che il  nostro sguardo esprime. Le sopracciglia sono un carattere sessuale  secondario: un maschio avrà sopracciglia più basse, rettilinee e un  solco palpebrale poco profondo, mentre una donna ha sopracciglia alte,  arcuate e con un solco molto ben delineato.</p>
<p>Con l’invecchiamento la forza di gravità associata alla contrazioine  della nostra muscolatura mimica, determina una discesa delle  sopracciglia, iniziando proprio dalla coda.</p>
<p>Con la discesa si  determina una riduzione del solco palpebrale superiore e la perdita  della forma tipica ad ala di gabbiano del sopracciglio femminile che  diventa più simile a quello maschile.</p>
<p>Quindi il <a href="http://oculoplasticabernardini.it/lifting-endoscopico.html" target="_blank">lifting delle sopracciglia</a> diventa fondamentale per  ripristinare la naturale femminilità di uno sguardo invecchiato. Le  tecniche chirurgiche per effettuare il lifting del sopracciglio sono  molte, ma la maggior parte prevede la presenza di cicatrici  antiestetiche sulla fronte oppure sono basate sul solo impianto di fili  che dovrebbero sostenere tutta la nostra fronte!</p>
<p>Come oculoplastico ho eseguito e eseguo tuttora lifting  sopraccigliari con incisioni dirette in pazienti che presentano una  ptosi severa del sopracciglio, come nel caso delle paralisi del faciale.  Pur nascondendo l’incisione dietro le ciglia del sopracciglio o in una  ruga della fronte, questi lunghi tagli che seguono tutta la lunghezza  del sopracciglio nella pelle spessa della fronte lasciano  invariabilmente ferite visibili, che se anche possono essere tollerate  in casi di chirurgia funzionale dove l’intervento serve a ripristinare  la funzionalità della vista, in chirurgia esetetica non sono accettate  da nessun paziente, tantomeno nell’età cruciale della chirurgia estetica  che va dai 40 ai 60 anni.</p>
<p>Per quanto riguarda il lifting eseguito con l’inserimento di fili  sottocutanei, senza scollamento dei tessuti, il risultato è scarso e di  breve durata in quanto non è associato allo scollamento tissutale  necessario a ristabilire una nuova posizione di tutta la fronte verso  l’alto. Il risultato è che devono essere inseriti sempre nuovi fili e la  rimozione dei fili posizionati in precedenza è molto complessa, con un  inevitabile accumulo di ‘fili’ sotto la nostra pelle.</p>
<p>La tecnica del lifting endoscopico è l’unica che ci permette di  liberare tutto il sopracciglio in sicurezza in quanto possiamo  visualizzare i tronchi nervosi che sono presenti e quindi di non  danneggiarli.</p>
<p>L’endoscopio è infatti come un microscopio che  permette di vedere lontano da dove incidiamo, ma avere una visione  ingrandita come quella di un microscopio. La dissezione è perfettamente  pulita, non si ha perdita di sangue ed è indolore. Gli accessi si  eseguono tramite 4-5 piccole incisioni di 1 centimetro in mezzo ai  capelli (senza necessità di raderli o tagliarli per l&#8217;intervemnto).</p>
<p>Una volta liberate, le sopracciglia vengono fissate in alto nella  loro nuova posizione con diverse modalità. La fissazione ci permette di  scolpire il sopracciglio alzandolo maggiormente nella parte che ci  interessa di più e cioè la parte laterale, in maniera naturale. La  liberazione e sospensione delle sopracciglia determina una  ridistribuzione della cute palpebrale; la parte più delicata dello  sguardo viene dunque sollevata e stirata verso l’alto, nella posizione  da dove è scivolata con il tempo, ripristinando altezza e forma più  naturali.</p>
<p>I sistemi di fissazione che più vengono utilizzati sono semplici  punti di sutura che si riassorbono spontaneamente nel giro di poche  settimane senza lasciare corpi estranei profondi.</p>
<p>La  combinazione di lifting endoscopico e blefaroplastica superiore permette  di ottimizzare il risultato in tutte le pazienti, dosando maggiormente  una o l’altra a seconda delle necessità e del risultato che si vuole  ottenere. In alcuni casi il lifting endoscopico rende superflua la  blefaroplastica, mentre in altri casi consente di eseguire una  blefaroplastica molto più limitata e quindi ancora meno visibile.</p>
<p>Ciò in cui il lifting endoscopico delle sopracciglia è  insostituibile è quella naturalezza del risultato che dona freschezza e  bellezza senza lasciare nessun segno visibile. Le cicatrici nascoste in  mezzo ai capelli sono invisibili già nelle prime ore dall’intervento;  l’intervento si esegue come una blefaroplastica, in anestesia locale  potenziata da una lieve sedazione. La paziente non sente nessun dolore  nè durante né dopo l’intervento e può andare a casa con le proprie gambe  mezz’ora dopo l’intervento.</p>
<p>Con la liberazione dei tessuti nella zona del sopracciglio, se  scendiamo con l’endoscopio poco oltre verso il basso, possiamo liberare  la zona delle guance e delle palpebre inferiori. Questa dissezione deve  essere estremamente prudente e l’endoscopio è assolutamente  indispensabile per vedere e risparmiare tutti i rami del nervo faciale,  cosi importante per il controllo dei movimenti della faccia.</p>
<p>Sempre con questa tecnica è quindi possibile eseguire un lifting  endoscopico della regione malare e dell’angolo dell’occhio che può  essere alzato ed allungato. L’associazione con una rimozione del grasso  palpebrale per via trans-congiuntivale come si fa normalmente con una  blefaroplastica inferiore rende la parte inferiore del nostro sguardo  giovane e naturale.  E questa naturalezza è dovuta al fatto che le  guance non vengono stirate lateralmente (con rimozione della cute in  eccesso dietro l’orecchio come si fa nel lifting tradizionale) e che  danno alla paziente l’aspetto innaturale da ‘galleria del vento’.</p>
<p>Il riposizionamento è effettuato verso l’alto, nella posizione che  naturalmente occupavano. Non vengono eseguite incisioni aggiuntive per  il lifting delle guance rispetto a quello delle sopracciglia. La durata  dell’intervento è solo di poco allungata, ma l’anestesia ed il confort  rimangono gli stessi.</p>
<p>In conclusione, il lifting endoscopico da solo o associato alla  blefaroplastica permette di offrire ai nostri pazienti risultati  naturali senza lasciare segni esterni visibili. La tecnica è mirata al  raggiungimento di un’estetica ottimale dello sguardo, riposizionando le  sopracciglia che influenzano in maniera diretta le palpebre superiori e  sollevando le guance che costitutiscono un ‘unicuum’ estetico con le  palpebre inferiori.</p>
<p>Credo dunque che sia compito del chirurgo oculoplastico (anche  chiamato ‘chirurgo plastico oculofaciale’ negli USA) guardare  all’estetica dello sguardo dei nostri pazienti tenendo conto di tutti i  fattori che ne determinano l’invecchiamento ed offrendo le tecniche più  evolute per offrire i risultati più naturali, stabili e soddisfacenti al  fine di restitutire freschezza, naturalezza e bellezza a pazienti di  ogni età, con in mente sempre la sicurezza e il basso rischio  chirurgico.</p>
<p>Dott. Francesco Bernardini</p>
<p>Genova &#8211; v. Cecchi 4/8 &#8211; tel  010.570.5845<br />
Torino &#8211; c. Einaudi 18/a &#8211; tel 011.591.388<br />
Milano &#8211;  v. Marco Polo 8 &#8211; tel 02.626.94.658<br />
<a href="http://www.oculoplasticabernardini.it/" target="_blank">www.oculoplasticabernardini.it</a></p>
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		<title>Lifting Endoscopico per Ringiovanire il Viso: il MIVEL spiegato da Alessandro Gennai massimo Esperto Italiano</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 13:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Alessandro Gennai parla del MIVEL la tecnica chirurgica di lifting endoscopico più avanzata in Italia
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Volti tirati e cicatrici davanti all&#8217;orecchio sono sempre stati considerati i segni inequivocabili di un lifting. Oggi non è più così, grazie al lifting endoscopico e al Mivel, una metodica per il ringiovanimento del volto messa a punto da Alessandro Gennai, chirurgo plastico di Bologna.</p>
<p><a href="http://gennaichirurgia.it/lifting-endoscopico.html">MIVEL</a> è l&#8217;acronimo di Minimal Incision Vertical Endoscopic Lift le cui parole d&#8217;ordine sono naturalezza del risultato e mini invasività.</p>
<p>Afferma il dottor Gennai che &#8220;lo studio approfondito e mirato dell&#8217;anatomia del volto ci ha permesso di acquisire importanti conoscenze anche sulla dinamica dell&#8217;invecchiamento del volto; grazie a queste acquisizioni oggi ritengo sia più corretto e funzionale dividere le aree del volto in aree verticali (centrale,mediale e laterale) ed in distretti (frontale, perioculare e cervico mentoniero).</p>
<p>MIVEL vuole essere una metodica di ringiovanimento del volto che ha le seguenti caratteristiche: garantire il minor impegno cicatriziale possibile; tempi di recupero sociale ragionevolmente brevi; conferire un risultato evidente ma naturale senza stigmate chirurgiche; il risultato deve mantenersi nel tempo.</p>
<p>Quindi questa metodica prevede l&#8217;utilizzo combinato delle seguenti tecniche chirurgiche: approccio endoscopico del distretto frontale, peorioculare e dell&#8217;area mediale; approccio del distretto cervico mentoniero con unica cicatrice retro auricolare; approccio del distretto perioculare con blefaroplastica inferiore transcongiuntivale presettale e comunque sempre evitare la sezione del muscolo orbicolare inferiore; ripristino dei volumi con autoinnesto di tessuto adiposo.</p>
<p>Sono fermamente convinto che tale metodica, anche se non applicabile a tutti i casi di ringiovanimento del volto, sia attuabile nella maggior parte dei nostri pazienti; questo perchè un accurato studio del volto del nostro paziente e delle dinamiche di invecchiamento ci permette di comprendere che nella quasi totalità dei casi vi è la necessità di riposizionare i tessuti secondo un vettore antigravitazionale verticale; ripristinare i volumi persi a livello perioculare, malare zigomatica, perioroale e mentoniera.</p>
<p>Alla luce di queste osservazioni diventano obsolete le tecniche che prevedano ampie asportazioni cutanee con conseguenti lunghe cicatrici che oltre a prolungare e complicare il decorso postoperatorio rendono il risultato estremamente innaturale.&#8221;</p>
<p>L’effetto di ringiovanimento ottenuto con un lifting endoscopico è apprezzabile e valido anche dopo molti anni.</p>
<p><strong>Alessandro Gennai</strong><br />
via delle Lame 98 &#8211; Bologna<br />
051.649.4945<br />
<a href="http://gennaichirurgia.it">www.gennaichirurgia.it</a></p>
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		<title>Cellulite Rimedi per Combatterla</title>
		<link>http://salute.comunicato-stampa.info/nutrizione/cellulite-rimedi-per-combatterla/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 13:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Cellulite: cos'è, la prevenzione, come nasce, come combatterla, i rimedi
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si comincia a temerla da giovanissime, poi non si finisce più di combatterla. Una vera condanna per la maggior parte delle donne, anche se magre.</p>
<p>La <a href="http://giuseppesito.it/571-dalla-prevenzione-alle-terapie-mediche-fino-alla-chirurgia-come-combattere-la-cellulite.html">cellulite</a>, conosciutissima e temutissima. Per molte donne è il momento della verità: la pelle a buccia d’arancia è lì a togliere il piacere di scoprire le gambe. «La cellulite è una malattia infiammatoria – spiega il professor Giuseppe Sito, apprezzato chirurgo plastico con studi Milano, Napoli e Torino -. Il vero problema è che non sappiamo con precisione a che cosa sia dovuta. Ci sono però dei fattori predisponenti: l’essere donna, la famigliarità, l’insufficienza venosa, i disturbi ormonali, l’alimentazione scorretta, la sedentarietà. E’ insomma una malattia multifattoriale, che va prevenuta e curata, indipendentemente dall’età. A volte basta la gravidanza, con la sua tempesta ormonale, per far saltare tutti gli equilibri e farla comparire».</p>
<p>Una buona strategia d’attacco comincia con un piano di indagini diagnostiche: «La pelle a buccia d’arancia è una sorta di “incollamento” tra lo strato superficiale e il sottocute, e insorge già verso i 25-30 anni – dice Sito -. Può essere superficiale, media e profonda. Ma buona norma è valutarne la gravità innanzitutto con un’ecografia. Ci si può inoltre avvalere dell’ecodoppler per verificare la funzionalità dei vasi sanguigni), della xerografia e della termografia».</p>
<p>Importante la prevenzione che si basa su tanta attività fisica aerobica, tipo nuoto, bicicletta e corsa. Assieme a creme che favoriscano il deflusso venoso (contenenti escina), a una dieta ricca di cibi antiossidanti e priva di fritti e a una integrazione alimentare ricca di bioflavonoidi.</p>
<p>E se non c’è cuscinetto, ottimi risultati si ottengono con le terapie mediche come l’Icoone: è un macchinario con manipoli dotati ognuno di numerosi micro alveoli. La pelle riceve così ad ogni passaggio ben 1180 micro stimolazioni per decimetro quadrato. Agisce in profondità senza alcun trauma. Questo permette di eliminare le cosiddette “attrazioni”, che creano i tanti odiati avvallamenti. Ha anche un’azione tonificante e di riduzione.</p>
<p>Tra gli altri trattamenti, sintetizza il professore, ci sono la Carbossiterapia (gonfia e rompe le cellule adipose); l’Ozonoterapia, che sfrutta una miscela di ossigeno e ozono ed ha anche capacità disinfettanti (è usata pure per l’ernia del disco). E il massaggio linfodrenante, di cui il più famoso è quello secondo Vodder.</p>
<p>La strategia di trattamento cambia se la cellulite diventa visibile, con «culotte de cheval» e ginocchia che acquistano un «effetto a X» a causa del grasso. «In questo caso è indicata la lipoaspirazione, oggi eseguita in modo molto soft, comunque sempre da fare in ospedale o in casa di cura, mai in uno studio medico o peggio dall’estetista – mette in guardia il chirurgo -. In Italia oggi sonoo effettuate più lipoaspirazioni – 60 mila all’anno – che colecisti».</p>
<p>La lipoaspirazione oggi non ha età: «Opero diciottenni come donne con oltre cinquant’anni». Naturalmente va valutata prima anche l’elasticità della pelle. Ottimi risultati si ottengono inoltre con il doppio mento, il grasso sotto le scapole, le cosiddette «maniglie dell’amore», la pancetta.</p>
<p><strong>Prof. Giuseppe Sito</strong></p>
<p>Milano 02.860.321<br />
Napoli 081.402.042<br />
Torino 011.566.0399</p>
<p>mail@giuseppesito.it<br />
<a href="http://giuseppesito.it">www.giuseppesito.it</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Sindrome del Tunnel Carpale. Sintomi e Rimedi</title>
		<link>http://salute.comunicato-stampa.info/medicina/sindrome-del-tunnel-carpale-sintomi-e-rimedi/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 13:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>

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		<description><![CDATA[La Sindrome del Tunnel Carpale è una neuropatia che  interessa il polso ed è causata dalla compressione del nervo mediano nel  suo passaggio attraverso il tunnel carpale. Ma cos&#8217;è il tunnel carpale?  E&#8217; un canale costituito dalle ossa carpali sulle quali è teso un nastro  fibroso che prende il nome di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="http://www.danielamessori.it/chirurgia-della-mano/sindrome-del-tunnel-carpale.html" target="_blank">Sindrome del Tunnel Carpale</a> è una neuropatia che  interessa il polso ed è causata dalla compressione del nervo mediano nel  suo passaggio attraverso il tunnel carpale. Ma cos&#8217;è il tunnel carpale?  E&#8217; un canale costituito dalle ossa carpali sulle quali è teso un nastro  fibroso che prende il nome di legamento traverso del carpo e  costituisce il tetto del tunnel stesso. In questo spazio denominato  tunnel passano il nervo mediano, dei vasi e dei tendini.</p>
<p>Si parla abitualmente di sindrome del tunnel carpale perché si ha un  insieme di sintomi e segni clinici come la alterazione della  sensibilità delle dita, in particolare del dito medio. In situazioni di  affaticamento o degenerazione infiammatoria degli elementi che  costituiscono il tunnel la pressione nel canale del carpo aumenta ed il  nervo mediano rimane compresso determinando una condizione di sofferenza  che causa dolore e parestesie (i tipici formicolii delle dita),  gonfiore della mano.</p>
<p>Le donne soffrono maggiormente di questa sindrome in un rapporto di  3:1 rispetto agli uomini. Più frequente nella fascia di età che va dai  50 ai 60 anni, si presenta in oltre il 50% dei pazienti in entrambi i  polsi. Fattori predisponenti sono determinati lavori che causano un  movimento ripetitivo della mano e del polso, come cucire, digitare al  computer, ecc.</p>
<p>Anche le malattie sistemiche come il diabete mellito, l’artrite  reumatoide, il mixedema e i traumi come pregresse fratture del polso,  artriti e artrosi deformanti possono essere associate alla sindrome del  tunnel carpale.</p>
<p>Nelle fasi iniziali la sindrome del tunnel carpale si manifesta con  dei formicolii, l&#8217;intorpidimento della mano e anche un gonfiore alla  mano. Questi sintomi prevalgono per le prime tre dita della mano in  particolar modo al mattino o durante la notte. In una fase successiva il  dolore può irradiarsi all’avambraccio. Con l’aggravarsi della malattia  si può arrivare anche alla perdita di sensibilità alle dita e della  forza della mano e all&#8217;atrofia dell’eminenza thenar.</p>
<p>Nel corso degli anni la sindrome del tunnel carpale tende ad  aggravarsi anche se può rimanere stazionaria nel tempo in alcuni casi. I  periodi invernali aumentano i sintomi della malattia, mentre nei  periodi estivi questi tendono a rendersi meno evidenti.</p>
<p>Come si può capire se si è colpiti da questa sindrome?  La diagnosi  si basa sull’evidenza clinica e da test che confermano la sofferenza del  nervo mediano. La diagnosi va confermata con l’esame  elettroneurografico (ENG), che misura il grado di sofferenza del nervo  mediano nel tunnel carpale.</p>
<p>E la cura? Si può intervenire attraverso una terapia conservativa  quando non ci sono deficit della forza o della sensibilità. In questi  casi può essere anche sufficiente modificare le modalità di svolgimento  dell’attività lavorativa per ottenere un miglioramento del quadro  complessivo. Trattamenti utili si avvalgono dell’utilizzo di ultrasuoni,  laser e ionoforesi che vanno a migliorare i sintomi, ma non  intervengono sulle cause della sindrome.</p>
<p>La terapia chirurgica prevede il taglio del legamento traverso del  carpo associato talvolta a una neurolisi. L’intervento si effettua in  anestesia locale: attraverso un’incisione sul polso o sul palmo della  mano di circa 2 centimetri si espone il legamento del carpo consentendo  così al nervo mediano di non essere più compresso ed ottenre leliminare  del dolore. L’intervento è rapido e si esegue in regime di day hospital.  Dopo l’intervento si applica una fasciatura per permettere ai tessuti  di cicatrizzare.</p>
<p>D.ssa Daniela Messori<br />
c. Einaudi 18/A &#8211; Torino<br />
tel.  011.591.388<br />
mobile: 347.804.7928<br />
<a href="http://www.danielamessori.it/" target="_blank">www.danielamessori.it</a></p>
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		<title>Curare il cheratocono</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 13:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tagliavia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologie mediche]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Cross Linking è la tecnica che utilizza l’applicazione combinata di Riboflavina (Vitamina B2) in soluzione con destrano (uno zucchero) al 20% in una composizione che assomiglia ad una gelatina giallastra messa a contatto con la cornea a cui è stato precedentemente asportato l’ epitelio (la parte più esterna, che potremmo paragonare alle tegole del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><table style="text-align: left; width: 604px; height: 284px;"
 border="0" cellpadding="0" cellspacing="0">
  <tbody>
    <tr>
      <td style="width: 336px; height: 280px; text-align: center;">
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 alt="" src="http://salute.comunicato-stampa.info/images/pillole.jpg"></td>
    </tr>
  </tbody>
</table></p><p style="text-align: justify">Il <a title="cross linking" href="http://www.ludoc.it/cheratocono/tecnica-cross-linking.asp">Cross Linking</a> è la tecnica che utilizza l’applicazione combinata di Riboflavina (Vitamina B2) in soluzione con destrano (uno zucchero) al 20% in una composizione che assomiglia ad una gelatina giallastra messa a contatto con la cornea a cui è stato precedentemente asportato l’ epitelio (la parte più esterna, che potremmo paragonare alle tegole del tetto della cupola).</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;’impregnazione di questa soluzione (Ricrolin®) nel tessuto corneale e la successiva esposizione di raggi UVA (370 nm), emessi da un particolare apparecchio, attivano i radicali liberi di ossigeno che inducono una desaminazione ossididativa del collageno ed una conseguente formazione di nuovi ponti molecolari intraelociodali ed interfibrillari.</p>
<p style="text-align: justify">Possiamo quantificare tale effetto nell’aumento dello spessore delle fibre di collegeno con conseguente aumento della rigidità della cornea ed una aumentata resistenza all’attacco della pepsina, un enzima in grado di distruggerla.</p>
<p style="text-align: justify">Il risultato ottenuto con il trattamento di Cross Linking è quello di bloccare il cedimento e assottigliamento strutturale della cupola corneale e non tanto di eliminare gli occhiali o lenti a contatto.</p>
<p style="text-align: justify">Molti, ma non tutti, i pazienti sottoposti a questo trattamento beneficiano della riduzione dell’astigmatismo corneale nell’ordine di circa due diottrie; anche la tolleranza all’uso della lente a contatto migliora.</p>
<p style="text-align: justify">Cosa succede dopo il trattamento di Cross Linking:</p>
<p style="text-align: justify">Sensazione di corpo estraneo e a volte dolore per le prime 48 ore<br />
Instillare i colliri prescritti<br />
Rimozione della lente a contatto dopo 4 giorni<br />
Utilizzo di colliri per circa un mese<br />
La visione sarà lievemente offuscata per i primi giorni e si stabilizzerà dopo circa un mese<br />
Si potrà riutilizzare l’occhiale o la precedente lente a contatto<br />
Eventuali variazioni delle diottrie saranno valutati dopo tre mesi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fattori di Crescita Vegetali per Combattere Calvizie e Cellulite</title>
		<link>http://salute.comunicato-stampa.info/medicina/fattori-di-crescita-vegetali-per-combattere-calvizie-e-cellulite/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 13:39:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Calvizie]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalle cellule vegetali staminali si estraggono purissimi fattori di crescita IGF per contrastare efficacemente adiposit e diradamento dei capelli.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I <a href="http://clamys.it/1464-fattori-di-crescita-in-medicina-estetica-come-si-evolve-la-ricerca.html">fattori di crescita (I.G.F.)</a> sono dei veri e propri messaggeri cellulari di rigenerazione e attivatori di giovinezza. Per la nostra pelle e i capelli possono fare molto, come attenuare le rughe, combattere la cellulite e le adiposità localizzate in varie parti del corpo, contrastare il diradamento dei capelli e la calvizie.</p>
<p>Clamys ha messo a punto dei prodotti e trattamenti che utilizzano dei fattori di crescita purificati selezionati: per motivi etici e di sicurezza Clamys Pharma non utilizza derivati dalle cellule embrionali, ma da cellule staminali di origine vegetale.</p>
<p>Quali sono i fattori di crescita più utilizzati?  Sono l&#8217;EGF (Epidermal Growth Factor), l&#8217;IGF-1 (Insulin-like Growth Factor), il KGF (Keratinocyte Growth Factor).</p>
<p>Studi condotti negli Stati Uniti dal Prof. Pierce, del Department of Experimental Pathology, Amgen Inc., Thousand Oaks, California, hanno dimostrato che i KGF accelerano la riepitelizzazione e aumentano lo spessore della pelle.</p>
<p>Stimolano inoltre la proliferazione e la differenziazione delle cellule progenitrici dei follicoli piliferi e delle ghiandole sebacee sia nei tessuti lesionati da ustioni o ferite, sia nei tessuti sani adiacenti.<br />
La rigenerazione è evidente fino allo strato profondo del derma e della membrana basale. Gli studi evidenziano che i KGF sono unici nel riepitelizzare la cute e rigenerare il derma sottostante.</p>
<p>Il loro potenziale rigenerante si estende a tutti gli elementi dell’epidermide compresi gli elementi ghiandolari e i follicoli del cuoio capelluto.</p>
<p>Clamys Pharma propone una serie di prodotti esclusivi a base di fattori di crescita per uso a casa e Clamys presso la propria beauty farm offre escusivi trattamenti che utilizzano i prodotti con gli IGF veicolati dall&#8217;ossigeno iperbarico prodotto dalla tachipercussione ossigenata.</p>
<p>Questa avanzatissima metodica è in grado di combattere cellulite e invecchiamento cutaneo e diradamento dei capelli.</p>
<p>Per info:<br />
<strong>Clamys Beauty Farm &amp; SPA</strong><br />
c.so Re Umberto n. 79 – 10129 Torino<br />
Telefono +39.011.568.19.25<br />
Fax +39.011.508.76.16<br />
<a href="http://clamys.it">www.clamys.it</a><br />
e-mail: info@clamys.it</p>
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		<item>
		<title>La Calvizie come muta abnorme dei capelli.</title>
		<link>http://salute.comunicato-stampa.info/calvizie/la-calvizie-come-muta-abnorme-dei-capelli/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 13:39:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Web Agency Napoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calvizie]]></category>
		<category><![CDATA[Caduta dei Capelli]]></category>

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		<description><![CDATA[La fase catabolica del capello, che conclude il suo ciclo vitale è caratterizzata da una involuzione della papilla germinativa del bulbo, che riducendo l'apporto di ossigeno e di nutrienti al bulbo, ne provoca la regressione e quindi l'atrofia. Dopo di che il capello cade.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La fase catabolica del capello, che conclude il suo ciclo vitale è caratterizzata da una involuzione della papilla germinativa del bulbo, che riducendo l&#8217;apporto di ossigeno e di nutrienti al bulbo, ne provoca la regressione e quindi l&#8217;atrofia. Dopo di che il capello cade.</p>
<p>Quando l&#8217;involuzione della papilla vascolare germinativa è provocata da fattori tossici esogeni o endogeni, o da vasocostrizione correlata a stress con la conseguenza che il capello vive poco più di un anno o pochi mesi, si tratta chiaramente di un evento patologico.<br />
Deve però essere fatto notare, che l&#8217;azione tossica distrofizzante, che ha provocato la caduta del capello, eserciterà la stessa azione dannosa sul nuovo bulbo e la nuova papilla germinativa, cosicché i nuovi capelli, che cresceranno saranno sempre più fini e sempre più deboli, cioè con vitalità sempre più ridotta. E così insorgerà più o meno rapidamente la calvizie.</p>
<p>Nel caso della calvizie androgenetica, la <strong><a class="linkverdi" title="caduta dei capelli." href="http://www.chirurgiaesteticacapelli.it/articoli/trapianto_di_capelli/11/Caduta-dei-Capelli.html">caduta dei capelli</a></strong>, pur essendo dovuta a una involuzione della papilla germinativa, è però da ricondurre a un meccanismo diverso.<br />
Infatti il capello invece di morire perché giunge alla fine del suo ciclo vitale, o per evento normale, o a causa di agenti patogeni esterni, muore secondo un processo, che si potrebbe definire un &#8220;suicidio&#8221;, per certi aspetti analogo a quello, che si verifica nella patologia autoimmune.</p>
<p>Il meccanismo biologico, che regola la caduta dei capelli stagionale e ancor più nella calvizie androgenetica dell&#8217;uomo, è probabilmente sempre lo stesso e cioè una forma tanatologica di &#8220;amputazione&#8221;. E&#8217; un meccanismo analogo a quello del distacco dell&#8217;endometrio, a ritmi mensili, secondo un gioco ormonale.<br />
Questa caduta dei capelli è sempre correlata a una riduzione della circolazione ematica, con conseguente minor apporto di ossigeno e di nutrienti alla matrice, che distrofizzandosi, finiscono col cadere.</p>
<p>In questo processo di &#8220;distaccocaduta&#8221; ha sicuramente una parte di rilievo il fattore ormonale, che è dimostrato in modo eclatante nella <strong><a class="linkverdi" title="Con il termine calvizie, si indica specificatamente una condizione ormai instaurata e irreversibile di grave mancanza di capelli." href="http://www.chirurgiaesteticacapelli.it/articoli/trapianto_di_capelli/10/Calvizie.html">calvizie</a></strong> androgenetica, ove avviene una trasformazione nel bulbo dei capelli e, in particolare, nelle ghiandole sebacee, del testosterone in diidrotestosterone, che esercita una azione &#8220;tossica&#8221; sul bulbo pilifero, anche attraverso una vasocostrizione, che si accentra sulla matrice del bulbo e sulla papilla germinativa.</p>
<p>La trasformazione del testosterone in diidrotestosterone avviene ad opera di un enzima, la 5 &#8211; alfa &#8211; reduttasi.</p>
<p>Nell&#8217;uomo, che va incontro a calvizie androgenetica si verifica un disordine di tutto il processo metabolico del ciclo vitale del capello. L&#8217;azione abnorme dell&#8217;enzima 5 &#8211; alfa &#8211; reduttasi avviene infatti nell&#8217;ambito di un turbamento degli altri enzimi a carattere ossidativo e fosforilativo, che agiscono in senso trofico sul bulbo (citocromoossidasi, succinodeidrogenasi, esterasi, fosforilasi).<br />
Si tratta quindi di una enzimopatia, correlata a una deviazione abnorme afinalistica del processo di muta dei capelli, che diventa antiorganismica, si potrebbe dire &#8220;suicida&#8221;, poiché si sottrae ad ogni controllo, così da essere non più limitato, ma prolungato nel tempo.</p>
<p>Poiché il testosterone ha come sede di accumulo i capelli e le ghiandole sebacee, la sua trasformazione in diidrotestosterone, ne fa abbassare il livello di concentrazione in queste sedi.<br />
Per ripristinare il normale accumulo di testosterone i capelli fanno fronte con un aumento dei recettori per il testosterone, che in alcune zone (vertice o fronte-temporale) può arrivare fino a 100 volte.<br />
Ne deriva un aumento dell&#8217;accumulo di testosterone e di conseguenza un aumento della produzione dell&#8217;enzima 5 &#8211; alfa &#8211; reduttasi, che indurrà una formazione sempre più elevata di diidrotestosterone, con conseguente caduta dei capelli.</p>
<p>Questo meccanismo perverso cesserà soltanto quando tutti i capelli, che dovevano cadere saranno caduti e si sarà instaurata una calvizie totale fronte &#8211; occipitale, salvandosi soltanto i capelli in sede temporale e nucale.</p>
<p>Web Agency</p>
<p>Trapianto di Capelli</p>
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		<item>
		<title>Il Needling, Bio-rimodellamento Meccanico per il Ringiovanimento del Viso, Cicatrici da Acne e Smagliature</title>
		<link>http://salute.comunicato-stampa.info/medicina/il-needling-bio-rimodellamento-meccanico-per-il-ringiovanimento-del-viso-cicatrici-da-acne-e-smagliature/</link>
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		<pubDate>Sun, 30 May 2010 16:36:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche dopo gli "anta" è possibile avere la pelle del viso tonica ed elastica come a vent'anni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I fenomeni dell’invecchiamento sono sempre legati ad un impoverimento  delle fibre collagene o ad un’alterazione delle stesse che perdono il  loro orientamento spaziale. E’ pertanto, di particolare importanza,  ricostituire il collagene  perso o ricompattarlo, lavorando sugli organuli che lo producono, i  fibroblasti, piccolissime formazioni che sono ubicate al di sotto  dell’epidermide, cioè nel derma.</p>
<p>Il <a href="http://giuseppesito.it/needling.html" target="_blank">needling</a> conosciuta anche come micro-perforazione multipla della cute, è una  tecnica  innovativa che consente di stimolare a livello dermico la produzione di  collagene ed elastina, riorientare le fibre collagene alterate e,  soprattutto, ringiovanire le fibre mature presenti nei tessuti fibrosi o  cicatriziali.</p>
<p>Il trattamento consiste in micro perforazioni della pelle con un  rullo sterile e monouso dove sono posizionati, in file parallele,  microaghi di acciaio chirurgico di lunghezza variabile da 0,5 mm fino a 2  mm e di diametro di 0,25 mm.</p>
<p>La cute reagisce al trauma ripetuto  delle micro perforazioni  attivando i meccanismi di riparazione, con notevole stimolazione dei  fibroblasti ed incremento a livello istologico di fibre collageniche a  distanza di sei-otto settimane dall’intervento.</p>
<p>Il trattamento è preceduto dall&#8217;applicazione di un anestetico sulla  pella trenta minuti prima ed il trattamento diventa così assolutamente  indolore</p>
<p>Il needling si esegue appoggiando il cilindro sulla cute  e, facendolo ruotare, si esercita una modesta pressione. Si procede in  direzione verticale, orizzontale e diagonale per almeno 4-5 passaggi.</p>
<p>Una volta ottenuto un lieve rossore, talvolta con un  microsanguinamento uniforme in tutte le aree da trattare, si termina il  trattamento applicando una crema lenitiva.</p>
<p>Subito dopo il  trattamento compare un rossore che dura al massimo un  paio di giorni ed è sicuro indice dell’avvenuta stimolazione dei  fibroblasti che cominciano così a “lavorare”, fornendo quei risultati di  compattamento e levigatezza della pelle che ci si attende.</p>
<p>Naturalmente, il risultato visibile non è immediato ma occorre  attendere circa trenta giorni per poi ripetere il trattamento, che  intensifica così l’effetto estetico, per tre volte, anche se è possibile  ripetere il needling anche più volte, sempre a distanza di un mesetto  per avere una pelle sempre più levigata.</p>
<p>Bisogna davvero dire che, con il needling, anche le cicatrici da  acne, un difetto che spesso deturpa il volto sin dall’età giovanile,  sono da considerare nient’altro che un brutto ricordo.</p>
<p>Prof.  Giuseppe Sito</p>
<p>Milano &#8211; Napoli &#8211; Torino<br />
02.860.321<br />
081.402.042<br />
011.566.0399</p>
<p><a href="http://www.giuseppesito.it/" target="_blank">www.giuseppesito.it</a></p>
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